A scuola d’estate per una marcia in più

Provate a googlare “summer school”. E’ difficile orientarsi tra le migliaia di proposte. Da giugno a settembre, sono sempre più le scuole e università che offrono corsi di una o due settimane. E non solo per neolaureati. Anzi, le esperienze estive sono un’occasione di aggiornamento e approfondimento per chi già lavora.

Ma come ci si orienta nella scelta?
“I corsi estivi sono brevi e di solito molto mirati, approfondiscono cioè una tematica particolare” dice Mauro Meda, segretario di Asfor (Associazione Italiana di Formazione Manageriale). “Prima di tutto, allora, fatevi la domanda: cosa voglio ottenere?” Se cercate un percorso a 360°, lasciate perdere le summer school. Poi, un buon criterio di scelta è la qualità dell’istituzione: anche in un corso breve sono da preferire le scuole più prestigiose, che danno maggior valore al vostro percorso.” In estate, le migliori occasioni formative, secondo gli esperti, hanno una dimensione internazionale con docenti e studenti da tutto il mondo, o comunque in contatto con centri di ricerca stranieri. “Guardate bene i programmi” continua Meda. “Scegliete quelli con un’impostazione pratica, con un taglio esperenziale, possibilmente con la testimonianza diretta di uomini d’azienda.”

Ma cosa pensa dei corsi estivi un direttore risorse umane? 
Adolfo Martini (L’Oréal): “Non sono ancora un fenomeno di massa. E in un CV sono un modo nuovo per attirare l’attenzione, per differenziarsi. Chi sceglie l’esperienza in una summer school, soprattutto all’estero, mi dà subito l’idea di essere aperto, curioso. E di voler superare i suoi limiti con un approfondimento specifico.”

European School of Economics: dalla moda alla finanza, i corsi sono a New York, Milano, Roma e Firenze. Tra i format nuovi, Art Appreciation and Management e Videomaking.

Nicoletta Spolini, Glamour

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